Il Progetto

Acqua e terra si mescolano di continuo nei territori tra i fiumi Livenza, Piave e Sile fino al mare, tra canali navigabili e di bonifica, nelle trincee a ridosso dei fiumi e nella quotidianità della vita dei soldati, ma anche nelle retrovie, in un territorio in cui l’acqua è al tempo stesso risorsa, ma anche minaccia, o, come nel caso della Grande Guerra, strategia.

Il volume collettaneo e questo sito web, ideati e voluti dal Gruppo di Coordinamento dei Comuni del Basso Piave per il Centenario della Grande Guerra, e realizzati grazie al sostegno della Regione Veneto, raccolgono e raccontano in modo organico un importante passato identificato da una specificità anfibia che ha inciso in maniera originale e unica nel caratterizzare le vicende della Grande Guerra in quest’area.

Storia d’acqua, di uomini, di fatti, di esperienze, che tra allagamenti, distruzioni strategiche di impianti idrovori, argini, ponti, imbarcazioni e spostamenti lungo fiumi e canali, movimenti di truppe e civili nell’entroterra, ospedali delle retrovie, è ancora poco conosciuta, silente ed indefinita come la palude che in parte, durante quei drammatici avvenimenti, tornò a sommergere queste terre.

Si tratta tuttavia di una specificità molto forte, che in tale area differenziò in modo fondamentale la Grande Guerra, rispetto ai vicini Grappa e Montello, seppur accomunati dal Piave; peculiarità che non modellò solo le vicende e i luoghi nel corso del conflitto, ma la storia stessa delle persone che, soldati o civili, di entrambe le parti, vissero l’esperienza di quel drammatico evento.

Paesaggi in guerra, per sempre trasformati, ai quali fu conferita una sorta di simbolica sacralità legata ai luoghi del sacrificio; una storia invisibile, di cui troviamo pochi segni tangibili sul territorio, che vuole oggi essere resa visibile a tutti, attraverso il recupero delle specifiche storie nella storia.

Storie che trovano voce nelle pagine di questo sito e nel volume, attraverso un patrimonio immateriale di vicende, fatto di particolari inediti, di luoghi, di passaggi, di fotografie, di storie, di persone, ancora sconosciuto e di straordinaria intensità.

Gli storici del territorio che hanno lavorato al progetto: Giuseppe Artesi, Lia Artico, Lodovico Bincoletto, Paolo Fogagnolo, Maurizio Marchesin, Bruno Marcuzzo, Federico Mariani, Luigino Paro, Luigi Perissinotto, Marino Perissinotto, Oliviero Pillon, Sergio Sbalchiero, Lucia Tracanzan 

Il Logo

Raccontare con un logo la specificità anfibia della Grande Guerra nelle terre basse dei fiumi Livenza, Piave e Sile fino al mare.Terra ed acqua sono i due elementi che insieme all'elmetto compongono il logo; i tre corsi d'acqua, stilizzati nelle loro forme, sono l'elemento di unione tra la terra, identificata con il campo marrone, e l'acqua del mare identificata dal campo verde, che ricorda l'elemento anfibio.
L'elmetto, posizionato sul campo verde, è un elemento sommerso e rappresenta la storia "invisibile", una  storia che ha lasciato pochi segni tangibili sul territorio, ma densa di storie e vicende dolorose.
La devastazione e la sofferenza legate alla guerra sono simboleggiate dalla linea rossa che delimita gli atri campi.