Storia

Abitanti di Torre di Mosto

Nel V secolo a.C. questo borgo, noto come "Portus Liquentiae", situato su un’ansa del fiume Livenza, rappresentava un porto di collegamento verso il mare per Opitergium (Oderzo), centro commerciale di primo piano.

Mappa Torre di Mosto

Il territorio era composto per lo più da valli palustri e poche terre emerse che costituivano l’arcipelago del Melidissa. Quando l’agro opitergino fu invaso dai barbari i suoi abitanti si rifugiarono sulle isole della laguna. Portus Liquentiae non dipendeva più da Roma, ma da Bisanzio con il quale era collegato via mare.

I terreni appartennero in seguito ai vescovi di Cittanova e di Eraclea. La località cambiò nome diventando Turris Ducis (Placito di Staffolo del 998) ovvero appartenente al Dogado Veneziano. Fu favorita dalla sua posizione strategica, sul confine della Serenissima con la Repubblica di Treviso, la Contea di Ceneda e il Patriarcato di Aquileia.

La Parrocchiale di San Martino risale al IX secolo, mentre di altri conventi: dei Canonici di San Salvador di Venezia del XII sec. a Boccafossa, dei Benedettini del XIII secolo a S. Elena di Torre e dei Cappuccini a Staffolo si sono perse le tracce.

Dopo il mille, il borgo passò di mano fra diversi proprietari: i da Camino, poi i da Prata, i da Fossalta e infine i da Mosto. Tra XIV e il XIX secolo fu costituita la Gastaldia di Torre.

Nell’ottocento iniziarono i lavori di bonifica del territorio mentre nel 1905 venne costruito l’edificio comunale che ospitava al piano terra anche la scuola.

Didascalia della mappa: Adriatisches Meer. Generalkarte Blatt 1. Golf v Triest bis Kap Planka, Venedig bis Ancona. 1867-1873. Scala 350.000. 39" Nord (collezione privata).