Storia

Rovine in via Maggiore

San Donà di Piave conobbe la grande guerra nel 1916, con qualche lieve attacco aereo.

Fra il novembre 1917 e la fine dell'ottobre 1918 il territorio sandonatese, come quelli di tutte le comunità rivierasche, fu abbandonato dagli abitanti, e divenne prima linea tenuta dalle armate austroungariche.
Le opposte artiglierie ne distrussero gli abitati, mentre parte cospicua delle campagne fu allagata.
I principali fatti d'arme che vi avvennero furono la prolungata lotta per la testa di ponte di Caposile, dal novembre 1917 al luglio 1918) e la sanguinosa battaglia di Chiesanuova (2 – 4 luglio 1917).

Figure rilevanti legate al sandonatese nella Grande Guerra sono quelle di Giannino Ancillotto (che vi nacque), asso dell'aviazione con undici abbattimenti confermati; di Leopoldo Pellas, Fedele Carretto, Fedele Piras e Carlo Gardan, che combattendovi e morendovi vi ebbero la Medaglia d'Oro al Valore Militare; del XXIII Reparto d'Assalto, pure insignito della medesima decorazione, che vi compì buona parte delle sue azioni.

La fine delle ostilità vide il territorio devastato ed impoverito. Le postazioni scavate negli argini causarono anche una grave alluvione, che immiserì ancor più le già scarne risorse disponibili.

La città ed il territorio furono ricostruiti negli anni successivi al conflitto, con una azione che cancellò ogni traccia delle distruzioni e delle battaglie, e che fu prodromo alla bonifica agraria compiuta a cavallo fra gli anni '20 e '30 del secolo scorso.