Giovanni "Giannino" Ancillotto

Giannino Ancilotto

Nacque nel 1896 a San Donà di Piave, da una ricca famiglia di proprietari terrieri, quella dei conti Ancillotto.

Arruolatosi nel Corpo aeronautico militare quattro mesi dopo l’inizio della guerra, nel 1916 ottenne il brevetto di aviatore militare.

Assegnato a reparti da ricognizione ebbe il battesimo del fuoco durante le ultime fasi della controffensiva italiana in Trentino. Nel luglio successivo fu trasferito in Friuli, operando nel settore del Medio Isonzo.

A metà del 1917 fu trasferito alla caccia. Frequentata la scuola di formazione, tornò al fronte nei tragici giorni della ritirata al Piave, e dimostrò subito eccezionali capacità abbattendo quattro avversari in sei giorni.

La sua impresa più nota, e che gli valse la Medaglia d’Oro al Valore Militare, avvenne nel cielo di Rustigné il 5 dicembre 1917. Attaccò con dei razzi un pallone da osservazione, da non avere spazio per manovrare. Passò quindi attraverso l’esplosione dell’aerostato, e, pur col suo aereo danneggiato, riuscì a rientrare alla base.

Nel luglio del 1918 fu protagonista di un’impresa unica nella prima guerra mondiale. Alzatosi in volo notturno, riuscì ad individuare ed abbattere in sequenza due bombardieri avversari, reduci da un’incursione su Treviso.

Al termine del conflitto gli furono confermati 11 abbattimenti, entrando quindi nel novero dei dieci principali assi dell’aviazione italiana.

Dopo la fine della guerra, compì alcune notevoli imprese aeronautiche, fra cui il raid aereo Roma – Varsavia.
Partecipò all’Impresa di Fiume, e quindi si trasferì in sud America, quale dimostratore dei velivoli di produzione italiana. Da qui, si portò in Africa.
Rientrato in Italia, morì nel 1924 in un incidente stradale.

Onorificenze

Medaglia d’Oro Al Valore Militare
Pilota da caccia di ammirevole slancio, dal 30 novembre al 5 dicembre 1917, in una serie di attacchi audacissimi incendiava tre palloni nemici e ne stringeva altri a cessare dalle loro osservazioni. In una speciale circostanza, assaliva l’avversario con tale impeto da attraver- sare l’aerostato in amme, riportando sul proprio velivolo, gravemente danneggiato, lembi dell’involucro lacerato.
Cielo del Piave, 30 novembre - 5 dicembre 1917 - 3 marzo 1918

Medaglia d’Argento Al Valore Militare
Pilota di ardire e valore impareggiabili, esempio mirabile di elette virtù militari, primo in Italia si accinse a dar caccia di notte ad apparecchi avversari, superando con tenacia ed ardimen- to, grandi dif coltà, e dando valore di possibilità all’arduo problema. E di notte, alzatosi a volo, al primo segnale di allarme, dell’avvicinarsi di velivoli nemici, bombardieri d’inermi città, in pochi minuti riusciva, con audace manovra ed esito felice, a colpire ed abbattere, l’uno dopo l’altro, due di tali apparecchi.
Cielo del Piave, 24 luglio 1918

Sottotenente gruppo aeroplani, 80° squadriglia
Medaglia d’Argento Al Valore Militare

Arditissimo pilota da caccia, abbatteva, il 26 ottobre 1917, due apparecchi nemici, dei quali uno cadeva dentro le nostre linee, sul Lago di Doberdò, e il 3 novembre, dopo lungo e ardito combattimento, faceva precipitare un apparecchio germanico nei pressi di Rovaré (Treviso). Cielo carsico e cielo di Treviso, 26 – 27 ottobre – 3 novembre 1917