San Donà di Piave

Il Duomo

Subito dopo Caporetto, San Donà si trasformò in un accampamento militare.

Il 4 novembre gli abitanti in grado di farlo iniziarono ad allontanarsi da San Donà; ubbidendo agli ordini ricevuti, partì il Sindaco portando con se gli atti più importanti prelevati dagli archivi della pubblica amministrazione. Rimase solo il parocco, monsignor Luigi Saretta.

Mercoledì 7 novembre il Genio militare fece brillare il campanile. Nella cittadina, ormai priva di qualsiasi autorità, iniziarono devastazioni e saccheggi per opera di militari e civili.

Il 9 novembre 1917 furono distrutti il ponte stradale di San Donà di Piave e il ponte ferroviario.

Dal 9 al 15 novembre ci fu la battaglia del Piave con austroungarici e italiani che si contendevano ogni palmo di terreno lungo le linee del Piave e del Sile, anche dalle parti di Passarella e Chiesanuova, oltrechè dell’isola del Piave.

Dalla fine di marzo e sino al giugno 1918 l’iniziativa passò quasi esclusivamente agli italiani.

La battaglia del Solstizio, combattuta fra il 15 ed il 22 giugno 1918, non vide accadere episodi di rilievo nel territorio sandonatese, da cui mossero i reparti asburgici nelle varie ondate d’assalto, salvo la ripresa dell’isola del Piave.