Il culto del ricordo ai caduti

Il territorio di Quarto d’Altino presenta alcuni interessanti monumenti celebrativi riferibili alla Grande Guerra.

Rispetto al culto del ricordo nei monumenti ai caduti, in primo luogo è doveroso citare il monumento ai caduti eretto nel capoluogo altinate:
si tratta di un manufatto in pietra con decorazioni in bronzo che fu posizionato originariamente di fronte alla chiesa di San Michele in località "Scarpa" ed inaugurato il 20 luglio 1924.
Da alcuni anni, esigenze di carattere urbanistico conseguenti alla costruzione di nuovi edifici ne hanno determinato lo spostamento in una diversa collocazione, in prossimità del comprensorio scolastico di via Roma.
Il bassorilievo che compare sulla parte frontale è una rappresentazione della località "Scarpa" vista dal vicino paese di Musestre di Roncade, sull’altra riva del fiume Sile.
La mancanza nell’opera del caratteristico campanile a pianta circolare della chiesa, che verrà eretto solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, e la presenza di un ponte di barche riportano subito alla mente gli eventi del primo conflitto mondiale.

I morti altinati nel corso della guerra furono sessanta. Fu un tributo certamente notevole, se rapportato al numero degli abitanti, che in un censimento del 1911 risultavano essere appena 2.229.

Nel territorio di Quarto d’Altino i monumenti che perpetuano il ricordo dei caduti nel primo conflitto mondiale sono attualmente quattro.
Oltre a quello esistente nel capoluogo comunale, ne sono stati realizzati altri tre, in momenti diversi, nelle frazioni di Altino, di Portegrandi e delle Trezze.

A pochi anni dalla fine della guerra si decise inoltre di costruire un sacrario dedicato ai militari altinati all’interno del perimetro del cimitero comunale di San Michele del Quarto. Si tratta di una semplice cappella, adiacente al muro esterno del camposanto e sormontata da una cupola sulla cui sommità svetta una lampada votiva. All’interno della cappella sono state posizionate una targa in bronzo donata dal "Comitato per le onoranze ai caduti in difesa di Venezia" e due lastre di marmo bianco che riportano i nomi ed i volti di una parte dei caduti locali. Tra i tanti luoghi della memoria presenti nel territorio, è certamente uno dei più significativi. Il cimitero di San Michele del Quarto divenne nel corso dell’ultimo anno di guerra uno dei tanti luoghi di sepoltura per i caduti nei combattimenti sul fronte del Basso Piave.

Rimangono ancora in loco le testimonianze della sepoltura di due ufficiali del secondo reggimento Granatieri, entrambi gravemente feriti a Caposile. Sono il sottotenente siciliano Giuseppe Larcan, originario di Capizzi, nell’allora distretto di Cefalù, e il sottotenente piemontese Alessandro Sacchi, nato a Torino.
Nel sacrario del cimitero dedicato ai soldati altinati è conservata una piccola targa marmorea dedicata al sottotenente Sacchi dai familiari.
Di fronte all’altare posto nella cappella mortuaria del cimitero è stato invece collocato un monumento in bronzo su basamento in marmo che ricorda il sacrificio del sottotenente Larcan.