Lungo il fiume Sile

Luoghi della memoria lungo il corso del fiume Sile:
lungo le rive altinati del basso corso del Sile sono ancora presenti alcune significative testimonianze riconducibili agli anni del primo conflitto mondiale.

Il ponte ferroviario e il contiguo ponte stradale, inaugurato nel 1913, vennero quotidianamente percorsi nel corso dell’ultimo anno di guerra dai militari italiani appartenenti alla Terza Armata del duca d’Aosta.
La linea ferrata che attraversa le campagne altinati venne invece utilizzata per il trasporto di uomini e materiali fin dallo scoppio delle ostilità. Lungo la strada che da Quarto d’Altino conduce a Portegrandi alcuni edifici furono requisiti per essere utilizzati come luoghi di ricovero per i feriti.
Nella frazione di Trepalade, una volta oltrepassato l’incrocio con la strada per Altino, notiamo sulla destra un ampio edificio in mattoni che fu la sede dell’ospedaletto da campo numero 67.
Proseguendo fino ai confini della località di Portegrandi, raggiungiamo la seicentesca Ca’ Corner, attualmente sede dell’azienda agricola Veronese. Gli edifici che costituiscono questo vasto complesso rurale furono utilizzati da alcune sezioni chirurgiche di sanità, ma ospitarono anche una Casa del Soldato al Fronte ed un posto di ristoro per le truppe in transito gestito da volontari americani. 

Targa su Villa De Reali

In entrambe le località una targa in marmo, posta sulle mura esterne degli edifici, testimonia la presenza dei militari. Una volta giunti a Portegrandi vi è la possibilità di raggiungere le chiuse del Taglio del Sile per godere del meraviglioso paesaggio che segna il confine tra il fiume e la laguna. L’area del porto fluviale e lagunare, che nel corso del conflitto venne utilizzata per lunghi mesi dalle barche da trasporto e dai pontoni armati condotti dagli equipaggi della Marina, è ancora individuabile.

Il sistema di chiuse garantisce ora come allora il transito delle barche dirette a Venezia. Anche nella frazione di Altino si trovano alcune interessanti tracce del conflitto. Sul lato opposto della strada rispetto alla sede del Museo Archeologico Nazionale, inaugurato nel 2015, vi è una delle tante idrovore che caratterizzano i terreni di bonifica del basso Sile e delle quali le autorità militari impedirono il funzionamento alla fine del 1917 allo scopo di allagare i terreni circostanti e rallentare così l’avanzata degli austro-ungarici. Il grande campo di addestramento di Altino, costruito nel corso dell’ultimo anno di guerra sui terreni che circondano la sede del Museo e destinato alle esercitazioni dei reparti del XXIII corpo d’armata, venne abbandonato alla fine della guerra ed i terreni restituiti all’uso agricolo.

Rimane traccia della presenza dei militari nel complesso di villa De Reali, oggi di proprietà Zacchello, i cui edifici furono costantemente frequentati dai soldati italiani ed ospitarono per un breve periodo il comando dell’XI reparto d’assalto. Una targa sulla parete esterna dell’edificio principale ricorda le frequenti visite del comandante della Terza Armata, il duca d’Aosta, al campo di addestramento.