L’Oratorio del Rosario

Oratorio del Rosario - fine  1800

Situato sul retro, a poca distanza dall’Arcipretale, l’Oratorio del Rosario aveva anch’esso una origine antica. Secondo quanto attestato da una lapide posta al suo in interno, era stato fondato nel 1217, da San Domenico di Guzman, come primo tempio in Italia dedicato al culto mariano del Rosario.

L’edificio primitivo, di cui non si conosce la forma architettonica, fu ricostruito nel 1562 e poi ristrutturato nel 1690. Come la chiesa matrice era ricco di opere d’arte. Conteneva tele del Piazzetta, due pale del Sassoferrato, i Quindici misteri del Rosario di scuola del Guardi, nonché un pregevole gruppo marmoreo del XVIII secolo dello scultore G.B. Marchiori, rappresentante la Vergine con ai lati San Domenico e Santa Rosa.

Aveva anche titolo e dignità di santuario, che gli venivano dalla miracolosa effige in tavola di stile greco, ricoperta da una lamina d’argento sbalzato, raffigurante la Madonna col Bambino, opera del XV secolo, probabilmente di scuola Belliniana.

Oratorio del Rosario - dicembre 1917

L’immagine, segnata da una scheggia di granata nell’angolo superiore destro, alla fine della guerra fu rinvenuta tra le rovine dell’oratorio.
A trovarla, il 20 novembre del 1918, fu proprio un soldato di Noventa.
Questi la consegnò al vescovo di Treviso Longhin, che la riportò in paese, con solenne cerimonia, il 14 agosto del 1920. Con la costruzione della nuova chiesa, nel 1923, fu collocata sull’altare, ad essa dedicato, nella navata laterale sinistra.