Leopoldo Pellas

Leopoldo Pellas

Leopoldo Pellas, (Perugia 1897 - Caposile 26 maggio 1918), figlio di Rinaldo e di Elvira Frullini, apparteneva al corpo dei Bersaglieri. Chiamato alle armi per mobilitazione nel 1917, frequentava la scuola allievi a Caserta.
Ne usciva aspirante con incarico di Sottotenente al 18° reggimento Bersaglieri. Prese parte alla decima battaglia dell’Isonzo, battaglia nella quale cadde sul campo, a quota 241 del Carso, il fratello Demetrio, ufficiale del 2° reggimento Granatieri, e a quella della Bainsizza nell’agosto dello stesso anno.
La morte del fratello Demetrio, capitano dei Granatieri segnò profondamente il giovane Pellas.

Durante il ripiegamento al Piave, dopo le tragiche vicende di Caporetto al Piave, chiese di entrare nei reparti d’Assalto, e nel marzo del 1918 fu assegnato al XXIII Reparto Fiamme Cremisi.

E scriveva ancora alla madre: "Mamma, ricordati che c’è una tomba sul Carso che non è stata ancora vendicata!". Venne il 25 maggio, giorno in cui i bersaglieri del XXIII dovevano portare a termine un’ardita azione contro i trinceramenti tra il Piave e il Canale del Consorzio.
 Quel giorno era l’anniversario della morte del fratello; l’ardito bersagliere che aveva il culto di quella sacra memoria, pensò di celebrare la triste ricorrenza andando all’assalto col fermo proposito di essere degno del fratello defunto.

Dopo un iniziale fortunato sviluppo, la sua squadra scomparve nell’oscurità della notte. Concluse a Caposile la sua eroica esistenza conducendo i suoi ragazzi del ’99 oltre la terza linea nemica dove, accerchiato, morì da eroe.

Assieme ad altri tre arditi venne sepolto con l’onore delle armi dagli stessi Asburgici. I combattimenti dei giorni seguenti distrussero la sepoltura di Pellas e i suoi resti non furono più identificati.

Alla memoria del valoroso ufficiale, con regio decreto 26 ottobre 1919, fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

Per profonda coscienza del dovere, per alto spirito di vendetta contro il nemico che gli aveva ucciso il fratello capitano dei granatieri, attaccava fra i primi, benché ferito, ed incalzava l’avversario, e proseguendo quindi con fulgido valore nell’ardita e fortunata azione assaltava successivamente tre trincee, infliggendo al nemico gran perdite e facendo dei prigionieri. Raggiunto l’ultimo obiettivo con mirabile tenacia si slanciava ancora avanti; circondato dagli avversari rifiutava di arrendersi e si difendeva con straordinaria costanza e con magnifico eroismo fino alla morte, imponendosi all’attenzione dello stesso nemico che giorni dopo per mezzo di un messaggio lanciato da un velivolo annunziò di aver fatto seppellire con gli onori militari, il valoroso caduto.

Questo giovane eroe è ricordato in località Castaldia a Caposile con l’intitolazione della ex scuola elementare ora centro polifunzionale.
Il giardino del centro ospita anche un plinto con colonna spezzata che ricorda le gesta dell’ardito bersagliere Pellas.
Al termine di via Castaldia, lungo la riva della Piave Vecchia, è presente un cippo alla memoria, la cui dislocazione è solo simbolica in quanto non indica la sepoltura o il luogo della morte ma bensì il punto di attraversamento del fiume prima dell’azione.
Proprio di fronte alla ex scuola c’è un’ampia superficie, oggi coltivata a cereali e vigneti, che fu la sede del Cimitero Militare di Castaldia, intitolato a Leopoldo Pellas.

Questo cimitero militare, così come quello di Croce, fu dismesso nel 1930 ca. e le salme furono trasferite nel Sacrario di Fagarè della Battaglia (TV).