Aschenbrenner

Mercoledì 9 ottobre 1918

Sul tavolo del tenente Weber, nella casa dietro Grisolera, arde una candela ed egli passa il tempo leggendo. Ad un tratto ode dei passi sul pianerottolo, un bisbiglio di voci e qualcuno batte alla porta. Sono tre soldati che, prima di partire per la licenza, vengono a congedarsi dal loro comandante. Il primo è il caporalmaggiore Aschenbrenner, decorato di tre medaglie al valore. E' stato con Weber al Forte Verle, sul Cimone, sul Pasubio, sull'Hermada. E' uno dei quindici uomini che ancora fanno parte della batteria dei settanta coi quali era partito.

Gli stringe la mano e gli augura di passarsela in licenza, ma il viso di Aschenbrenner ha una contrazione. I tre salutano rigidamente, fanno dietrofront e si dirigono verso la porta. Il caporalmaggiore li lascia uscire e si volta verso Weber … - Signor tenente … - una pausa - signor tenente, glielo voglio dire: non torno più - Questo significa disertare, Aschenbrennere. Sapete che dovrò segnalare il caso e che vi aspetta il tribunale di guerra. Degli uomini che furono con noi a Verle, nessuno fino ad oggi ha disertato … -

Le sue mani si fanno di fuoco, tremano e gli occhi gli si inumidiscono. - Lo so signor tenente, ma non ne posso più. Sei anni di questa vita, due di leva e quattro di guerra. Non ce la faccio più -

Aschenbrenner, possiede un carattere di ferro. Se mai sono esistiti gli eroi, egli è uno di loro. Weber gli stringe ancora una volta la mano. In quel momento, davanti ai suoi occhi sta soltanto il passato, i tre lunghi anni e mezzo durante i quali fu sempre al suo fianco, i campi sconvolti attraverso i quali passarono, le buche nelle quali si raggomitolarono, i ricoveri in cui dormirono, le esplosioni delle granate, il crepitio delle mitragliatrici, le urla dei feriti, il rantolo dei moribondi ... Auschenbrenner vicino all'obice bollente, il viso nero di polvere … Auschenbrenner con i denti serrati, un occhio chiuso, la mano sulla mitragliatrice … Auschenbrenner che si slancia fuori dalla trincea … Il primo sempre, il migliore, il più fidato. Che scempio deve aver compiuto la guerra nel suo cuore, per fargli prendere la decisione di non tornare più … Gli occhi di entrambi si fissano, i ricordi scorrono, il viso del graduato è ora rigato di lacrime … Weber strappa la mano dalle sue, si volta, riempie il bicchiere e gli fa segno di andarsene. - La vita non è stata buona con noi. Và, và, Ascenbrenner, altrimenti mi vedrai singhiozzare come un bambino! - Riapre l'idiotissimo libro che stava leggendo. Coglionate! Cosa sanno gli uomini della vita, prima che la morte li sfiori come ha sfiorato loro?