Ceggia

Ceggia

Dopo San Stino e Torre di Mosto, gli austriaci giunsero nella notte tra l'8 e il 9 novembre a Ceggia: la fulminea avanzata austro-tedesca non diede tempo all'amministrazione locale di organizzarsi e d'altra parte la priorità delle autorità militari era stabilizzare il fronte sul fiume Piave. Il paese si trovò improvvisamente nelle immediate retrovie del fronte in zona occupata dal nemico, e diventò un luogo di transito dei profughi provenienti dai paesi del Basso Piave nel corso del loro trasferimento forzato verso il Portogruarese e successivamente in Friuli.

Gli austriaci conoscevano l’importanza strategica del canale Piavon e lo sfruttarono per rifornire le truppe schierate nel basso corso del Piave. Iniziarono a costruire attracchi per le barche e realizzarono una nuova linea ferroviaria che dalla preesistente ferrovia Portogruaro-San Donà, attraversando le strade del paese, si collegava al porto.

Anche per questo motivo Ceggia, come altre località del Basso Piave, fu oggetto di distruzioni ad opera delle artiglierie pesanti italiane come ad esempio la cupola della chiesa parrocchiale.

Dopo la battaglia del Solstizio e man mano che ci si avviava verso la battaglia di Vittorio Veneto il paese fu liberata dalla presenza austroungarica e si avviò alla faticosa ricostruzione .