Soldato Sante Pedrina

Dal registro di stato civile (del comune di Torre di Mosto) degli atti di morte del 1916:

Il soldato Pedrina Sante, 1a armata, 207° Reggimento Fanteria, 11a compagnia, 25° reggimento fanteria. Mat.743, classe di leva: 1895. Distretto militare di Venezia. Morto all’ospedale da campo numero 063. Mancava ai vivi alle ore cinque e minuti trenta in età d’anni ventuno (…) in seguito a ferita di arma da fuoco a foro unico spalla destra e ferita a foro penetrante regione lombare destra senza foro d’uscita. (..) Sepolto a Schio.

Panorama di Torre di Mosto

Il testo seguente fa parte dell’iniziativa denominata: "Spuntidistoria di Lucia Tracanzan".

X Pagina 1915-2015 - Il Soldato Sante - Lacrima di fuoco

Libera iniziativa di approfondimento storico realizzata in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, tesa a valorizzare le tracce materiali e documentali che si riferiscono principalmente al territorio di Torre di Mosto. L’iniziativa, proposta per il periodo 2014 - 2018, intende richiamare l’attenzione sulla storia in generale, invitare alla lettura e alla riflessione.

Soldato Sante Pedrina

La partenza di Sante fu simile a quella di milioni di altri ragazzi che del mondo avevano visto un universo di poche cose; noto, logico e protetto. Staccarsi era una frattura, un profondo malessere fisico che lo aveva sconvolto.

I racconti di chi era partito prima di lui erano nei sospiri di tutte le donne che a malapena riuscivano a dare forma espressiva a quei pensieri inquieti che erano ammassati dentro la loro mente, frutto di racconti sentiti da altre, da altri che si erano già mossi in un crescente migrare verso una meta imposta dentro una terra senza pace.

Da oltre un anno durava la guerra e i ragazzi italiani, rosei e in buona salute, come si legge nei loro fogli matricolari, erano in attesa della loro chiamata, da un momento all’altro. Il cielo fosco delle ipotesi non prevedeva alcuna possibilità di cessate il fuoco, anzi i combattimenti riprendevano vigore di mese in mese diventando più fragorosi e ravvicinati. Gli uomini dovevano combattere, ma le donne che restavano nei paesi si facevano carico di tutto ciò che gli uomini lasciavano nella loro assenza: la vita.

Qualcuno era ritornato dalla guerra: Dio, fa’ che tu sia tra questi; qualcuno si era perso, Dio Mio, fa che non sia tra questi; qualcuno non era più tornato, Dio Mio, Dio Mio, fa’ che non sia vero!

Le suppliche dentro a quel denso silenzio risuonavano scandite come le litanie di un rosario. Certa e tangibile solo la cartolina che impone l’orario di partenza, tempo da abusare per un ritardo, poco opportuno, i carabinieri di scorta sanno farlo rispettare.

Sante, al termine di qualche minuto, si girò e guardò verso quel gruppo che lo osservava. Cercò una parola giusta da dire in questo momento giusto, che può essere l’ultimo. Si schiarisce la voce, aggrappandosi al bordo della giacca prova il suo discorso d’addio. Le parole, però, si sono seccate, in questo mondo senza senso, non hanno più suono.

Vado

esce alla fine dalla sua gola e non azzarda una parola in più, potrebbe sciogliersi.

Cerca di ….stare bene..

nei pensieri che lui non sente gli augurano di stare attento alle pallottole, di ripararsi, di stare coperto e di riguardarsi fino al ritorno. Parole in più, che esprimono solo un desiderio impossibile, in guerra.

Un mese dopo arriva il suo portafogli ancora intriso di sangue e la comunicazione del decesso per "fatto di guerra". Accanto all’immagine della Madonna viene collocata la sua foto e un moccolo di candela lo illumina sempre. Il fuoco arde tutte le lacrime.