Villa Da Mula a Romanziol

Villa Da Mula - inizi del 1900

Delle ville costruite a Noventa nei secoli XVI e XVII, come case di villeggiatura della nobiltà veneziana, la più importante e di maggior pregio artistico, fu sicuramente quella che Andrea Da Mula si fece edificare nel 1568, in località Romanziol.

Villa Da Mula tra frammenti di affreschi

Progettata da uno dei più importanti architetti dell’epoca, Jacopo Sansovino, era molto ampia, con un imponente corpo centrale e due grandi barchesse laterali. Il suo interno era totalmente affrescato con pitture, tradizionalmente attribuite a Paolo Veronese e alla sua bottega.

Nel 1917, la sua ubicazione a ridosso dell’argine del Piave, la pose immediatamente sulla linea del fuoco delle artiglierie italiane. Colpita gravemente sin dai primi giorni di combattimento, alla fine della guerra risultò totalmente distrutta. 

Affreschi veronesiani

Delle pitture, si sono salvati solo tre frammenti di affresco che ornavano una stanza del piano terreno: Paggio con calice di vinoPaggio che suona il liuto e una Figura muliebre monocroma. Recuperati nel 1937, e successivamente restaurati nel 1958, si trovano attualmente nel Museo Civico di Santa Caterina di Treviso. 

Della rimanente decorazione andata perduta, rimangono solo poche, vecchie, fotografie, e la descrizione che ne fa monsignor Lorenzo Crico, in "Lettere sulle Belle Arti Trivigiane", del 1833.

Per quanto riguarda la paternità, fino a tutto il 1800, il ciclo di affreschi veniva pacificamente assegnato a Paolo Veronese e ai suoi aiuti. 

Poi, nel secolo scorso, alcuni studiosi cominciarono ad avanzare dei dubbi propendendo per l’attribuzione al fratello Benedetto Caliari, e taluni perfino al suo giovane figlio Carletto La verità probabilmente sta nel mezzo. 

Come notò anche il Crico, che ebbe modo di vedere le pitture dal vivo, nell’eseguire il lavoro di Romanziol il Veronese si fece affiancare anche da altri pittori, ma ciò non toglie che le opere migliori fossero prodotte dalla sua mano. Tra queste, sicuramente la più importante di tutto il ciclo, La visione di Sant’Elena, anche perché ripeteva, con poche varianti, un’altra opera del maestro, una tela dipinta nel 1575, con medesimo soggetto, ed ora conservata alla National Gallery di Londra.

Oratorio di Villa Da Mula e osteria Soligoni - inizio 1900

Del complesso della villa faceva parte anche un oratorio pubblico, intitolato a Sant’Antonio da Padova, che aveva al suo interno una pala del Tiziano ed una statua del Santo con in braccio il Bambin Gesù, opera dello scultore padovano cinquecentesco Giovanni Maria Mosca.
Quest’ultima dopo la guerra, durante lo sgombero delle macerie, venne ritrovata mutila della testa del bambino. 
Con il contributo dei fedeli, fu restaurata e collocata all’interno dell’attuale chiesetta di Romanziol, dove è possibile tuttora ammirala.