Luigi Gasparotto

Luigi Gasparotto narra un curioso episodio accaduto il 12 gennaio 1918 ad Intestadura:

Una novità, anzi un prodigio. Il ponte girevole delle Porte del Taglio, a Intestadura, dove si incontrano i due Piavi, quel ponte che i fanti della Bari avevano tirato alla nostra riva per togliere la comunicazione col nemico, l’altra notte si è mosso e si è chiuso! La sentinella sentì improvvisamente scricchiolare le corde e il ponte muoversi lentamente, scostarsi verso l’austriaco e offrire - il traditore! - l’altro capo al nemico.
Dato l’allarme, tutti accorsero, ma non poterono che constatare il prodigio. Il ponte, che non misurava più di otto metri, corrose in silenzio le canapi, aveva finito col fraternizzare coll’austriaco, anticipando per suo conto il trattato di pace. Per tre notti di seguito, ma invano sempre, si tentò a forza di braccia di ridurlo alla ragione, finché stamane, con cento chilogrammi di gelatina nello stomaco, ha finito col saltare.
È morto così, per la sua ostinazione, di morte violenta. Ma l’esplosione ha fatto saltare, oltre che il ponte, il baracchino che era al di là, e col baracchino è andata in aria anche la sentinella austriaca.
Così il nemico ha dovuto ritirarsi di qualche metro e per oggi non si fa vedere.
Per fortuna è crollata anche, sotto il tiro dell’artiglieria, la torre dell’acquedotto di San Donà, che dava tanta noia ai soldati.