Aneddoto su Gabriele D’Annunzio

Gabriele D'Annunzio

Nel novembre 1917, a seguito della catastrofe di Caporetto, il fronte nel nostro territorio andava da Musile a Caposile fino a Cavazuccherina (l’attuale Jesolo) costeggiando il corso della Piave Vecchia, e dal capoluogo a Cortellazzo seguendo il canale Cavetta. All’interno di questo allineamento verso sud erano sorti due cimiteri militari:

Uno si trovava sulla strada che dalla Torre del Caligo conduce a Lio Maggior presso l’azienda valliva Cà Ghisa. L’altro, più capiente, era stato collocato a Cà Gamba adiacente all’insediamento del Reggimento Marina e distante 1,5 Km. dal Cavetta.

Quando Bafile rientrò dalla sua missione nella notte tra il 10 e l’11 marzo 1918, ferito mortalmente, il dott. Candiani al pronto soccorso appena vide la ferita fece il massimo per tenerlo in vita e subito lo trasferì all’ospedale da campo di Cà Sicilia, qui però mancava il medico e l’infermiera non fu in grado di fare nulla così che Bafile spirò quasi subito; l’ultima parola la ebbe per sua mamma e per Gabriele D’Annunzio. Una spartana camera ardente venne poi allestita In un piccolo dormitorio. Quindi a Cà Gamba, all’aperto, il ten. col. Giordani Antonio, sacerdote del reggimento, celebrò l’ufficio religioso e la Messa. La bara fu poi trasportata a braccia dai comilitoni nel vicino camposanto di Cà Gamba chiamato Cimitero dei Cannoni.

Dopo la guerra Gabriele D’Annunzio pubblicò per i F.lli Treves Editori Milano, il libretto "La Beffa di Bucari". Era il racconto della violazione sulla costa dalmata di porto Re e l’entrata di 3 MAS nella baia di Bucari dove furono lanciati vari siluri contro le navi austriache alla fonda. Le navi però, protette dalle reti, non riportarono alcun danno materiale ma l'impresa costrinse il nemico ad un maggiore impegno per adattamenti difensivi più funzionali e comunque ebbe una pesante influenza negativa sul morale austriaco. I MAS erano comandati dal capitano di corvetta Luigi Rizzo, dal tenente di vascello Profeta De Santis.

La missione era affidata al capitano di fregata Costanzo Ciano che aveva a bordo come volontario Gabriele D'Annunzio. La stampa sulla copertina posteriore recitava:

SI VENDE PER LA PIETRA E PER IL BRONZO D’UN CIPPO DEDICATO ALLA MEMORIA EROICA DEL COMANDANTE ANDREA BAFILE NEL CIMITERO DEI MARINAI A CA’ GAMBA–BASSO PIAVE  XI MARZO MCMXVIII TRIGESIMO DELL’IMPRESA DI BUCARI

Dunque d’Annunzio rinunciava ai diritti d’autore in favore di un monumento alla memoria di Bafile suo amico fraterno.