Storia

L’attacco del giugno 1918, rappresenta per l’Impero Austro Ungarico il seguito dell’avanzata in Italia dopo la vittoria di Caporetto.
Cosciente della propria crisi politico economica e credendo gli italiani prostrati dalla lunga ritirata, l’Austria Ungheria gioca tutto nel tentativo di arrivare a una pace vittoriosa.

Gli italiani, aggrappati all’orlo della Piave, hanno cambiato mentalità, comandi e soprattutto tecniche di difesa. 
Nei piani originali, il XXIII Corpo austro ungarico avrebbe dovuto dirigere su Venezia progredendo in linea con le altre armate che passando più a Nord puntavano su Treviso, ma l’avanzata degli altri Corpi era stata trattenuta.

Tra questo e gli altri Corpi, si era formata una sacca sul cui fondo stavano le Ronche e Lampol. Il XXIII Corpo che aveva già guadagnato 5 km in profondità, non potendo avanzare oltre da solo, si trovò costretto a cercare i Corpi a Nord per coadiuvarli, prima di continuare l’affondo.

Fossalta divenne per giorni terra di nessuno. Dopo la battaglia gli eserciti ripresero le loro posizioni. Gli austro ungarici rimasero ad aspettare l’evolversi della rivoluzione sociale che stava disgregando il loro impero. Gli italiani continuarono a ricostruire le loro forze e preparare quell’ultimo attacco che in ottobre pose fine alla guerra.

Su quei campi di battaglia sono state scritte le storie di piccoli e grandi uomini. 
Ogni racconto è uno spaccato diverso, è un po’ di luce in un cono d’ombra, un momento per fermarsi a riflettere.