Andrea Ciardo

Andrea Ciardo

Andrea Ciardo, era nato nel 1897 a Campora (Salerno). Figlio di Nicola, professore di lettere, che aveva altri tre figli. Chiamato alle armi il 21 settembre 1916, su sua richiesta, fu assegnato alla Scuola Militare di Modena per frequentarvi il corso Allievi Ufficiali di Complemento.

Il 28 aprile 1917 l’Aspirante Ufficiale, fu assegnato al 48° Battaglione Bersaglieri per prestarvi il servizio di prima nomina il 2 maggio 1917.
Sotto Tentente in questo battaglione dal 9 giugno 1917, fu trasferito al 5° reparto d’assalto il 10 ottobre 1917.
Il 17 novembre 1917, rimase ferito da una scheggia, durante il combattimento fra Quero e Alano di Piave, mentre comandava un plotone del 5° Reparto d’Assalto degli Arditi, cosa che gli valse una Medaglia di Bronzo al Valor Militare perché "durante vari fatti d’arme, dimostrò calma, arditezza e perizia, dando costante esempio di coraggio ai suoi dipendenti, finché rimaneva ferito". Rimessosi, rientrò nel 5° Reparto d’Assalto Arditi, giungendo il 26 febbraio 1918 in linea.

Fu trasferito al 26° Reggimento Fanteria della Brigata Bergamo il 9 marzo 1918 con il grado di Tenente. Durante il combattimento avvenuto a Fossalta di Piave, fu nuovamente ferito il 23 giugno 1918.

Fu decorato della Medaglia d’Argento al Valor Militare sul campo perché "Sempre alla testa del Nucleo Reggimentale Arditi, più volte attaccava e contrattaccava forze nemiche superiori, facilitando l’avanzata delle colonne attaccanti, catturando prigionieri e mitragliatrici. Ferito gravemente incitava i suoi dipendenti a continuare l’avanzata al grido di "Viva l’Italia" dando bell’esempio di coraggio e di valore".

Finita la guerra, nell’autunno del 1919,  rientrò nel suo paese natio dove scrisse "Ode a Fossalta" con cui volle testimoniare l'affetto e i sentimenti che lo legarono per sempre a Fossalta. Fu poi segretario comunale di Campora dal 1922 al 1939, anno in cui si trasferì con la sua famiglia a Formia dove mori nel 1979. Oltre ad avere una ferrea competenza giuridica, che lo portò a svolgere fino al 1962 la professione di segretario comunale, Andrea Ciardo era un uomo di grande cultura.

Conosceva come pochi, tutta la produzione critica e poetica di Giosuè Carducci. Si dilettava a scrivere anche versi, prendendo a modello proprio "Le Odi Barbare" di Carducci. L'"Ode a Fossalta" fu pubblicata per la prima volta nel febbraio 1920, sul numero 2 della "Rivista Nazionale". Considerata una delle sue poesie più riuscite, rievoca, con toni epici e a volte nostalgici, le fasi più cruciali della battaglia di Fossalta.
Divenne cittadino onorario di Fossalta di Piave.

Ode a Fossalta

Salve Fossalta ! In petto tu mi canti
il valore dei Fanti italiardenti
Sull'argine del Piave trincerati
baldi e tenaci
 
Di minuto, in minuto ecco una nuova:
Cade il fortino dinanzi l'Osteria,
Lo riguadagna il leonino Fante
Subitamente.
 
Tempestoso il nemico attacca e preme
Al bivio di Losson fieri ciclisti;
Quella falange si gentil d'Eroi
Resiste e vince.
 
Ecco: d'un tratto il giorno diciannove
Fosso Palumbo, testimone eterno,
Di non noti eroismi in fra gli umani
cede e dispera.
 
Ma la possente Bergamo ribelle,
con avanguardia i suoi celeri Arditi,
Riconquista di gloria la cintura
In sul tramonto!
 
Salve Fossalta! del 18 Giugno
Quando ogn'italo cuore trepidava
Del Veneto a distesa le campane
suonavan sempre;
 
Io sento l'eco di qull'ende amiche
Sonore e care, ammonitrici e pie:
Quello stormo diceva ad ora ad ora
"La Patria chiama''

''Perche' viva la Patria, oggi si muore''
Era l'urlo dei forti, il grido santo,
E all'assalto correan lieti cantando
canzoni di guerra.
 
.....e tu Fossalta dimmi
Quando del ventitre' udisti l'alto
Vindice canto.
 
Degl'itali manipoli irrompenti
In fra nemiche schiere, che schiacciate
Dileguaron come vento dilegua
Nuvole ai monti.
 
O Gioia, amico, tu potrai narrare
Come gli arditi del tuo reggimento
Con fulminea, aggirante audace mossa
Fur su Fossalta!
 
Ellero baldo in testa a lor cadeva.
O Gioia, amico tu potrai ridire
Quanto egli opro', come irroro' di sangue
Il patrio suolo.
 
...solitario io vengo
A te, Fossalta.
 
Addio Fossalta, memore di giorni
Immortali del Giugno trionfante,
Forse a te non faro' mai ritorno
La vita passa;
 
Nuove lotte m'e' dato oltre affrontare
Forse per conquistar riva migliore;
Ma tu, Fossalta, mi vivrai nel core
Ovunque io vada.