Storia

Ceggia Trasporto Feriti 1918

Nella Grande Guerra, anche Ceggia diede il suo contributo di sangue per la Patria.

Tra i Ciliensi partiti per il fronte, molto presto si ebbero i primi caduti.

Alla fine della guerra, tra i 431 uomini arruolati, si sarebbero contati 114 morti.

Ceggia Costruzione Ferrovia 6.2.18

l 1915 e il 1916 videro l'impoverimento delle famiglie, quasi tutte contadine, private del sostegno di braccia giovani e vigorose.

Dopo Caporetto, dietro i soldati italiani in ritirata, fuggivano quelli che cercavano scampo oltre il Piave; a loro si unirono circa 600 Ciliensi.

Tra l’8 e il 9 novembre 1917 gli Austriaci presero Ceggia, mentre la ritirata italiana si fermava con la distruzione dei ponti a San Donà.

Ceggia Cupola Bombardata 1918

Gli Austriaci subito disposero il collegamento su rotaie con la ferrovia Portogruaro-S. Donà e il canale Piavon per il trasporto di uomini e materiali e montarono un ballatoio di vedetta sul campanile: fu un bersaglio per le artiglierie italiane, che nel giugno 1918 abbatterono la cupola della chiesa.

Quel periodo fu tragico per la popolazione per i saccheggi e le violenze e la scarsità di cibo dovuta alle requisizioni.

Ma era vicino il momento della riscossa.

Il sergente m. Aldo Bardi, del 201° Regg. - Brigata Sesia, così descrive la liberazione di Ceggia: 

"...Il 30 ottobre si passò il Piave… a Ceggia, s'incontrarono le prime povere genti nostre che per 12 mesi avevano sofferto il tremendo dominio nemico... Con esplosione d'entusiasmo accolsero il passaggio nostro e la voce di tutti, ci salutò liberatori".