Vestigia e Monumenti

Monumento ai Caduti - Piazza XXIII Martiri

La volontà di commemorare degnamente i caduti nella Grande guerra e di ricordare alle generazioni future l’immane dispendio di vite umane fece nascere in tutta Italia l’esigenza di costruire dei monumenti in ogni paese. Dall’inizio degli anni Venti e per circa un decennio l’Italia fu percorsa da un’intensa opera di costruzione monumentale che aveva anche lo scopo di utilizzare la pietà popolare come collante a favore dell’unità nazionale, un’opera che Mario Isnenghi ha efficacemente definito come l’elaborazione del lutto personale e collettivo.

Anche a Ceggia sorse ben presto, ad opera dei maggiorenti del paese, un comitato per la realizzazione di un monumento ai caduti, presieduto dal dottor Riccardo Mozzi. Il 23 giugno 1921, durante una solenne cerimonia, fu posta la prima pietra del futuro monumento, disegnato dall’architetto De Mori, posizionato nella piazza principale del paese e che fu inaugurato il 24 maggio 1922. Per l’occasione furono effettuati grandi festeggiamenti, con la partecipazione di autorità politiche, militari e religiose, i reduci di guerra e molta folla. Fu stampato un libretto dal titolo Ceggia. I morti per la Patria che conteneva tutti i nomi dei caduti in guerra.

Il monumento è costituito da un parallelepipedo a base quadrata alla cui sommità, su una piccola piramide, è posizionata un’aquila ad ali spiegate in bronzo. Esso poggia su una base quadrata in marmo bianco, da cui partono cinque gradini in marmo rosa, utilizzati per salire alla base della lapide e sistemarvi una corona di alloro in occasioni di cerimonie. Due lati del monumento sono occupati dai nomi di 76 caduti nella Grande guerra, preceduti dalla seguente iscrizione:

PER L’ONORE E LA
LIBERTA’ DELLA PATRIA
PER IL RISCATTO DEI
FRATELLI PUGNANDO DA
PRODI CADDERO DA EROI
GUERRA 1915 - 1918

Gli altri due lati sono occupati dai nominativi di 43 caduti nella Seconda guerra mondiale, preceduti dalla seguente iscrizione:

RICORDI QUEST’ARA IL
SACRIFICIO DEI FIGLI IL
DOLORE DEI PARENTI
A GLORIFICAZIONE
DEL DIRITTO
DEI POPOLI
GUERRA 1940 - 1945

Basamento asta portabandiera - Piazza XXIII Martiri

Il monumento è recintato da catenelle legate a quattro bombe da cannone e due da bombarda, tutte originali della Grande guerra.

Contemporanea al monumento è l’asta portabandiera che reca la scritta Pro Patria – Ceggia 1922: al di sotto di essa sono ancora visibili le grappe in piombo che fissavano il fascio in pietra che si può notare in molte cartoline dell’epoca e che fu divelto all’indomani della caduta del regime fascista.

Elica bipala di areoplano

Al piano terra del palazzo municipale vi sono due cimeli donati da Francesco Carturan. Il primo consiste nell’elica bipala lignea appartenente ad un aeroplano risalente alla Grande guerra, al di sotto della quale è stata apposta la seguente iscrizione, tratta dalla lettera con la quale Carturan il 23 ottobre 1973 donava al Comune di Ceggia l’elica:

I missionari della Giovane Italia, compreso il nostro cittadino tenente Francesco Carturan, trasportati involo, portarono alle genti del Veneto invaso non solo la parola di coraggio nella certezza della vittoria dell’esercito italiano, ma a tutti il saluto fraterno del Comandante dell’invitta III^ Armata, il Duca d’Aosta”.

Tricolore donato da Carturan

Il secondo è una bandiera è una bandiera tricolore assai consunta custodita all’interno di una cornice e protetta dal vetro e recante al centro una medaglia d’oro. Donata da Carturan negli anni Sessanta alla Sezione di Ceggia dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, è stata recentemente consegnata al comune come spiega una targa posta accanto:

Bandiera dei Combattenti della Grande Guerra donata dal Gen. M.A. Francesco Carturan alla sezione di Ceggia negli anni 60. Consegnata al Comune oggi 2 giugno in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia con allegata medaglia d’oro a sua volta data nel 1968 alla sezione in occasione del 50° anniversario della fine della Grande Guerra. Ceggia, 2 giugno 2011”.

Al centro della bandiera è stato dipinto il simbolo dell’associazione, l’elmetto modello Adrian utilizzato dai soldati italiani nella Grande guerra, contornato da rami di quercia e d’alloro.